giovedì 17 gennaio 2013

Bonelli contro Ingroia: i fan di Rivoluzione Civile al contrattacco


Riassunto:
Un gruppo di simpatizzanti del partito Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia ha usato numerosi personaggi dei fumetti e dei cartoni animati per fare pubblicità. L'utilizzo dei personaggi non è stato autorizzato dai detentori dei diritti. La Sergio Bonelli Editore si è dissociata dall'uso di Dylan Dog nella campagna pubblicitaria e ha intimato di non usare i propri personaggi a scopi politici. Ne ho parlato in questo articolo.

La notizia è finita in un sacco di siti: Il Giornale, Tg3, Liberazione, Repubblica, Corriere della Sera...

Ingroia ha preso le distanze dall'iniziativa scrivendo un messaggio su Twitter ("Ragazzi, facciamo la #rivoluzionecivile ma facciamola anche legale! Il copyright va rispettato. #dylandog") e diramando un comunicato stampa:
Rivoluzione civile ringrazia tutti gli attivisti e i gruppi di sostenitori che si mobilitano spontaneamente in rete, ma la lista che fa capo ad Antonio Ingroia non autorizza la diffusione di materiali coperti da copyright per fini pubblicitari. Nello specifico, pur ringraziando per le buone intenzioni, Rivoluzione civile prende le distanze dalla diffusione di fumetti legati al nome del candidato leader che circolano in queste ore sul web, declinando ogni responsabilità.

Troppo tardi e troppo poco per non uscirne male... Anche perché i suoi fan se ne sono fregati e per ora (giovedì 17 gennaio 2013, ore 13:35) non hanno rimosso nessuna immagine da Facebook.

Chi ha fatto la figura peggiore è il gruppo che ha creato i manifesti elettorali abusivi, seguito a ruota da Liberazione. Diego Cajelli ha descritto così il loro comportamento dopo che la Bonelli ha chiesto di non utilizzare i suoi personaggi nella campagna elettorale di Ingroia:
 "Ho letto le cose che scrivono i supporter di Ingroia sulla loro pagina Facebook. Sai che c’è?
Vent’anno di berlusconismo gli ha fottuto il cervello e non lo sanno neppure. Sono fascisti. Scrivono e si comportano da fascisti, senza saperlo, convinti di non esserlo, ed è una cosa agghiacciante.
Ho visto le reazioni di Liberazione e degli altri organi a sinistra, in merito alla faccenda della campagna a fumetti.
Certi giochi delle tre carte dialettiche me le aspettavo da Sallusti, non da voi.
"

Cajelli ha scritto un articolo nel quale ha smontato le arrampicate sugli specchi dei fan del magistrato, che per giustificare l'uso non autorizzato dei personaggi hanno parlato a vanvera di parodia e fake.


I fan di Ingroia sono passati al contrattacco dopo la diffida della Bonelli, mettendo in rete un manifesto pubblicitario nel quale Pinco Pallino, precario che tira a campare imitando Dylan Dog, chiede un lavoro stabile.

Anche Alessio Spataro si è servito della satira per rispondere alla Bonelli:


Boris Battaglia ha preso spunto dal manifesto di Spataro per scrivere questo articolo.

A mio modo di vedere il discorso di Spataro e Battaglia non sta in piedi (ma credo che almeno Battaglia se ne sia reso conto e abbia scritto l'articolo per il puro gusto di attaccare la Bonelli).
L'utilizzo di un'opera (o di un volto...) altrui in un altro fumetto (oppure film, libro, opera teatrale e così via) è diverso dall'utilizzo in una campagna pubblicitaria.
Nel primo caso è risaputo per consuetudine che non c'è a monte la richiesta di utilizzo, salvo che non si sia in presenza di un adattamento ufficiale. All'autore del fumetto piace una canzone di Francesco De Gregori? La cita senza chiedere il permesso al cantante. Il lettore dà per scontato che sia così. Che poi si sconfini o meno nell'abuso del diritto di citazione o si commetta un plagio è un altro discorso che qui non c'entra.
Nel secondo caso è risaputo per consuetudine che c'è a monte la richiesta di utilizzo ai detentori dei diritti. Vedo Dylan Dog in una pubblicità del MacDonald's? Do per scontato che è stato chiesto il permesso alla casa editrice e che la Bonelli è d'accordo. Lo stesso vale per le pubblicità elettorali.
Il semplice fatto che un personaggio dei fumetti compaia in una pubblicità implica che l'editore abbia concesso il permesso. E se ha concesso il permesso si presume che condivida l'orientamento politico di quel partito. Salvo che la pubblicità non sia abusiva...

ps: ieri ho scritto che purtroppo il Manifesto esiste ancora. Aggiungo che purtroppo esistono ancora Liberazione e Il Giornale.

mercoledì 16 gennaio 2013

Elezioni 2013: Dylan Dog, Batman e i Simpson pubblicizzano il partito di Ingroia. La Bonelli si arrabbia


Un gruppo di sostenitori della lista civica Rivoluzione Civile guidata da Antonio Ingroia ha aperto su Facebook la pagina Anche noi votiamo Ingroia - Rivoluzione Civile. La pagina serve a fare marketing virale a favore del magistrato entrato in politica. I curatori della pagina creano manifesti elettorali usando personaggi dei fumetti e dei cartoni animati come Dylan Dog, Batman, Superman, i Simpson, Devilman, i Puffi, Paperino, Corto Maltese, Wolverine, Spider-Man e molti altri.


La Sergio Bonelli Editore non ha gradito l'utilizzo di Dylan Dog nella campagna virale a favore del partito di Ingroia ed ha pubblicato questo messaggio nel sito www.sergiobonellieditore.it:
"Sergio Bonelli Editore S.p.A., proprietaria del nome e dei diritti di utilizzazione del personaggio Dylan Dog, dichiara di non essere in alcun modo affiliata o di sostenere, con l'immagine di Dylan Dog o di qualunque altro personaggio della Casa editrice, alcuna formazione politica, e diffida dall'utilizzo illecito del nome e dell'immagine delle sue proprietà intellettuali."

Non è chiaro se la pagina è stata creata dal basso o se è stata voluta dal partito stesso.

Dopo il Continua ci sono altri manifesti elettorali abusivi del partito di Ingroia.

ps: il Manifesto esiste ancora? Purtroppo sì.

domenica 13 gennaio 2013

Dylan Dog – Collezione storica a colori con Repubblica e l’Espresso


Secondo il blog DDComics in febbraio Repubblica e L'Espresso inizieranno a pubblicare la serie settimanale Dylan Dog - Collezione storica a colori. Ogni numero avrà circa 300 pagine e conterrà la riedizione a colori di tre numeri del mensile Dylan Dog. Dylan Dog - Collezione storica a colori avrà copertine inedite di un autore che non è Angelo Stano.
Per il momento Sergio Bonelli Editore e il Gruppo Editoriale L'Espresso non hanno fatto un annuncio ufficiale.

Dylan Dog - Collezione storica a colori è la terza serie di questo tipo dedicata da Repubblica e L'Espresso ai personaggi della Sergio Bonelli Editore dopo Tex - Collezione storica a colori, che ha avuto un successo enorme, e Zagor - Collezione storica a colori, che è in corso di pubblicazione e proseguirà fino al numero 71.

A proposito di Dylan Dog:
- Dylan Dog e il tramonto del detective;
- il primo capitolo del mio libro su Dylan Dog in rete;
- Dylan Dog contro gli scienziati pazzi.

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