lunedì 23 aprile 2012

Recensione di Mytico! n. 2


Tutte le teste dell'Idra è il titolo del secondo numero della serie Mytico! allegata al Corriere della Sera. Lo sceneggiatore Diego Cajelli e il disegnatore Ivan Fiorelli prendono il posto di Ascari e Riccadonna, che avevano avuto il compito di tenere a battesimo la collana una settimana prima.
L'assedio degli Achei alla città di Troia, centrale nel primo numero di Mytico!, fa da
cornice ad una storia che ha come protagonista Eracle. Dopo una giornata di interminabili combattimenti ai piedi delle mura della città, alcuni guerrieri achei si riuniscono attorno a un falò acceso nel loro accampamento e uno di essi racconta le gesta del semidio figlio di Zeus e di un'umana.


Cajelli e Fiorelli danno al fumetto un'impostazione diversa da quella che era stata scelta da Ascari e Riccadonna nel primo numero. Questi ultimi avevano delineato la figura dell'eroe (nel loro caso Achille) attraverso un paragone fra le persone comuni e il protagonista: Leandros, un soldato qualunque al quale era stato assegnato il ruolo di narratore, guardava con ammirazione - dal basso e da lontano - le imprese di Achille. La statura di Achille era espressa, oltre che dal valore delle sue imprese, dalla differenza di valore che si ricavava confrontandolo con Leandros.
In Tutte le teste dell'Idra avviene l'opposto. Cajelli lega con un filo rosso l'uccisione dell'Idra da parte di Eracle e il combattimento degli Achei contro i Troiani. Gli assediati vengono paragonati alle teste dell'Idra che ricrescono dopo essere state tagliate: "Per ogni Troiano che cade, altri ne arrivano a prendere il suo posto", si legge; successivamente il paragone diventa esplicito: "I soldati troiani che rimpiazzano i compagni sembrano non diminuire mai, così come l'Idra pareva invincibile... Ma noi, per la gloria e l'onore della Grecia, troveremo il modo di vincere!" L'eroismo dei soldati achei non solo non viene intaccato dal paragone con la fatica di Eracle, ma ne risulta addirittura accresciuto, perché gli Achei stanno compiendo un'impresa che assomiglia a quella di Eracle.


E' interessante osservare anche la tecnica usata da Cajelli in sede di sceneggiatura per delineare la figura di Eracle. Lo scrittore, quando presenta l'eroe ai lettori, suggerisce il tutto mostrando solo una parte, in quella che è una versione fumettistica della sineddoche.
A pagina 4 si legge che Eracle "sradicò un ulivo selvatico e ne fece la sua clava". Cajelli non ha chiesto a Fiorelli di disegnare Eracle mentre sradica l'ulivo. La didascalia è accompagnata invece da un primo piano della mano di Eracle che impugna la clava. Lo sradicamento dell'ulivo, raccontato per mezzo del testo ma non del disegno, è lasciato all'immaginazione del lettore. Allo stesso modo Cajelli si limita a richiamare brevemente la sfida con il gigante Anteo e la partecipazione di Eracle alle imprese di Giasone.
Lo scopo dell'autore è di suggerire ai lettori che Eracle è un personaggio affascinante che ha viaggiato molto e vissuto svariate avventure: il mito di Eracle è costruito anche per mezzo di quello che NON viene raccontato nel fumetto.
La lotta con l'Idra è descritta invece con dovizia di particolari. Dopo avere raccontato lo scrontro fra Eracle e l'Idra per filo e per segno, nell'ultima pagina del fumetto Cajelli usa di nuovo la sineddoche. Il narratore (cioè l'Acheo che sta raccontando la storia di Eracle attorno al falò) afferma: "Eracle portò a termine la seconda delle sue dodici fatiche."
E' una frase tremendamente efficace che contribuisce ad accrescere il fascino del personaggio. Dopo avere raccontato una storia adrenalinica nella quale Eracle ha affrontato un mostro apparentemente invincibile, viene ricordato al lettore che quello è solo un dodicesimo delle sue imprese.


Il lavoro di Ivan Fiorelli, di per sé degno di nota, lo è ancora di più se si considera che il disegnatore è all'inizio della sua carriera di fumettista: di suo si possono citare solo le matite di Malasorte n. 2 delle Edizioni Arcadia.
Paolo Martinello ha fatto una copertina straordinaria. Oltre alla tecnica c'è anche la la capacità di intuire che tipo di lavoro è necessario per la serie e adattarsi, come si capisce confrontando gli approcci a Mytico! e a Valter Buio.

Se il primo numero della serie era un buon punto di partenza, questo secondo episodio è estremamente convincente.

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