sabato 14 agosto 2010

Un inedito di Harvey Pekar su Smith Magazine


Il sito Smith Magazine ha pubblicato un fumetto inedito di Harvey Pekar e Rick Parker.

Il breve racconto fa parte della serie The Pekar Project iniziata nell'agosto del 2009.

Etica e politica nei fumetti di Garth Ennis: Rivoluzione



Nel libro Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi è stato pubblicato un mio saggio dedicato a Hitman di Garth Ennis e John McCrea.

Link utili:
Blog della casa editrice Edizioni XII.
Gli autori del libro.
Indice del mio pezzo.

Di seguito pubblico il paragrafo 6.5.4.

Il paragrafo 6.5.4 va letto dopo i seguenti paragrafi:
6.5.1 e 6.5.2.
prima metà del paragrafo 6.5.3.
seconda metà del paragrafo 6.5.3.

In rete c'è anche:
Il tema della guerra nella serie Hitman
6.3.1 - La battaglia del ponte Langstone.
6.3.2 - L'Iraq.
6.3.3 - L'Africa.



6.5.4 Rivoluzione
L’avversione per lo Stato e la predilezione per l’alternativa delle piccole comunità può far credere che Ennis nutra o approvi ideali rivoluzionari. In realtà la potenziale spinta rivoluzionaria che si potrebbe ricavare dal quadro delle sue opere è attutita da un pessimismo di fondo.

In Hellblazer John Constantine trascina il Signore della Danza in una notte di bisboccia ma gli tiene nascosto che, per quanto si possa sfuggire alle sue maglie, lo Stato è sempre in agguato: uno Stato che può rinchiudere le persone in manicomio e torturarle lasciando cicatrici che non si chiudono più.
Ennis non parla dei trascorsi di John Constantine nel manicomio di Ravenscar nell’episodio dedicato al Signore della Danza, che in effetti è una storia a lieto fine, tuttavia rievocherà la prigionia nel manicomio in una tavola del numero successivo della serie (1).


Il ciclo Gli eroi di Tommy è caratterizzato da un pessimismo avvolgente e esplicito, sia perché Tommy, Ringo e Natt sanno bene che aiutare la Repubblica di Tynanda, uno Stato minuscolo che compare a fatica sulle carte geografiche, non cambia per nulla gli equilibri geopolitici planetari, sia perché dopo la detronizzazione del dittatore Kijaro lo Stato africano viene amministrato da un ex narcotrafficante per nulla pentito del suo passato di commerciante di eroina.



In un dialogo con Tommy Monaghan e gli altri mercenari Christian Ributu afferma che “I soldi guadagnati con quelle droghe nutrono la popolazione rurale di Tynanda. Li vestono, curano le loro malattie, mantengono le loro case. Tutte cose che il tiranno Kijaro rifiuta di fare.
“Guardami: vivo in un palazzo? Mi circondo di pistoleri e metaumani? No, scelgo di spendere il mio reddito per la mia gente.
“Il denaro che trovate così ripugnante è la loro unica possibilità.” (2)


Ringo chiede: “Cosa c'è di male ad andare all'ONU? A chiedere il suo aiuto?” (3)
Ributu replica: “Le Nazioni Unite non aiutano i dittatori -- A meno che questi non abbiano qualcosa da offrire in cambio. E credimi, Tynanda non ha niente da offrire.
“I potenti dell'Occidente ci prendono per la gola. Esportano il necessario per la guerra e il terrore, e poi fanno le regole per gli Stati che devono essere coinvolti nella macelleria che hanno creato.
“Quindi: se la gente dell'Occidente desidera spararsi veleno nel corpo --
“Sono più che contento di venderglielo.” (4)


Dopo la conclusione della saga Salvation, Garth Ennis è ritornato a raccontare le sorti della cittadina texana su Preacher n. 62 (5). Il posto del malvagio Odin Quincannon è stato preso dal fratello buono Conan Quincannon, che ha aperto una nuova fabbrica rispettosa dell'ambiente e ha assunto gli abitanti del paese anziché ricorrere a manodopera proveniente dall'esterno.
L'aria nuova che si respira non impedisce ai forestieri di attraversare la città, notare Lorena Bobbs e infastidirla a causa della sua malformazione (6), a testimonianza che la comunità di Salvation, per quanto possa avere trovato una specie di armonia fra i cittadini, è solo un granello di sabbia in un gigantesco deserto (come Tynanda è uno staterello insignificante in mezzo a tanti altri che non hanno potuto essere liberati e messi in mano a un rivoluzionario che pensa solo alla sorte del popolo) e rimane in balia di sconvolgimenti che in ogni momento possono arrivare dall'esterno.
Inoltre i rapporti fra la gente del paese non sono così idilliaci come potrebbe sembrare in apparenza. Il messicano che veniva maltrattato dagli amici è diventato un pezzo grosso della nuova fabbrica ed approfitta della posizione di potere per restituire alla sua compagnia di bevute quello che aveva dovuto subire in passato.
“Eccone una bella! Perché gli zoticoni lavorano per il messicano?
Facile! Perché erano troppo impegnati a fare battute sull’immigrato clandestino per chiedergli se avesse un titolo di studio.
E troppo impegnati a fottersi quella grassa vacca che spesso se ne faceva due o tre alla volta per accorgersi che si stava prendendo il lavoro di capo-officina nel nuovo stabilimento!” (7)
La rivoluzione di Jesse Custer ha cambiato la sostanza dello status quo oppure si è limitata a spostare gli equilibri del potere?


NOTE
(1) Garth Ennis e Will Simpson, Hellblazer 50, DC Comics, 1992, pag. 15.
(2) "The revenue for those narcotics feeds Tynandas rural population. It clothes them, heals their sick, maintains their homes. All things that tyrant Kijaro refuses to do.
Look at me: do I live in a palace? Do I surround myself with guns and metahumans? No, I choose to spend my income on my people.
The money you find so repulsive represents their only chance."
Garth Ennis e John McCrea, Hitman n. 32, DC Comics, New York, 1998, pag. 16.
(3) "What's wrong with going to the U.N.? Asking them for aid?"
(4) "The United Nations does not help dictatorships -- Unless they have something to gain in return. And believe me, Tynanda has nothing to offer.
“The western powers have the rest of us by the throat. They export the means for war and terror, then make the rules for the States who have to stumble through the slaughter they've created.
“So: if people in the West wish to shoot their bodies full of poison --
“I am more than happy to sell it to them."
(5) Garth Ennis e Steve Dillon, Preacher n. 62, DC Comics, New York, 2000.
(6) Si ripete la scena vista all’inizio di Salvation, quando Lorena era stata importunata dagli uomini di Odin Quincannon.
(7) "Here is a good one! Why did the rednecks end up working for the mexican?
Easy! Because they were too busy making wetback jokes to ask if he had any formal education.
And too busy fucking the big fat cracker sow who quite often took them on two or three at a time to notice him going for the foreman's job at the new plant!”
Ennis e Steve Dillon, Preacher n. 62, DC Comics, New York, 2000, pag. 9.

2.779 opere di Hokusai


2.779 opere di Katsushika Hokusai in questo sito.

Mostre: Dave McKean, The Passenger, Cavazzano, Storie d’arte e di misfatti



Due fumetti di fantascienza di Al Williamson


Il blog Golden Age Comic Book Stories ripropone due brevi fumetti di fantascienza realizzati da Al Williamson per la casa editrice Atlas nella seconda metà degli anni '50.
Si tratta di The City That Time Forgot da Marvel Tales n. 144 (marzo 1956) e The Unknown Ones da Astonishing n. 57 (gennaio 1957).

Gli Inumani di Paul Pope


Nel blog Grantbridge Street c'è un fumetto degli Inumani scritto e disegnato da Paul Pope. Era stato pubblicato dalla Marvel nel primo numero della miniserie Strange Tales Max uscito nel settembre 2009.
Pope ha disegnato anche la copertina.

Hulk di Aleks Sennwald


Hulk di Aleks Sennwald.

Dal blog Black Holes, The Truth About.

Nel blog dell'autrice ci sono anche Galactus, Rom e Batman.

Rizzoli pubblica Garibaldi di Tuono Pettinato


In ottobre Rizzoli Lizard pubblicherà il volume a fumetti Garibaldi realizzato da Tuono Pettinato.

Nel sito del Corriere della Sera c'è una videointervista al fumettista pisano e il settimanale Sette ha pubblicato alcune pagine in anteprima.
Inoltre Repubblica ha dedicato due articoli al libro.

"Dopo anni vissuti girovagando all'interno dell'underground bolognese, è arrivato finalmente il momento del grande salto per Tuono Pettinato, uno dei disegnatori italiani più promettenti, alle prese ora con una sfida particolare: raccontare la vita Giuseppe Garibaldi. Uscirà infatti il prossimo 20 ottobre, in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità Italia, la biografia a fumetti dell'eroe dei due mondi. Il titolo - "Garibaldi, resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti" (Rizzoli, 128 pagine, 16 euro) - dà l'idea della cifra stilistica dell'ex studente del Dams, classe 1976, che si è fatto" [continua su Repubblica]


"Probabilmente perché ha avuto una vita molto meno avventurosa, o perché si è limitato ad essere l' eroe di un mondo solo, ma insomma Cavour esce tristemente sconfitto nel confronto a fumetti con il suo alleato Giuseppe Garibaldi. Tanto che di quest' ultimo sta addirittura per uscire (a ottobre, per Rizzoli Lizard) una biografia realizzata (rispettando l' uomo e dileggiando il mito) da Andrea Paggiaro, in arte Tuono Pettinato. Sottotitolo che spiega molto: Resoconto veritiero delle sue" [continua su Repubblica]

venerdì 13 agosto 2010

Anteprima di Interni 3 di Ausonia


Ausonia ha pubblicato nel suo blog tre tavole tratte dal terzo numero di Interni in uscita in novembre.

Inoltre:
Lucca 2010: in mostra Gary Frank, Massimiliano Frezzato, Ausonia, l'underground americano e il Libano.
Articolo su Interni di Ausonia.


Il motore di un'auto rottamata disegnato da Andrea Bruno


Il motore di un'auto rottamata disegnato da Andrea Bruno.
Per saperne di più:
Il motore dell'automobile disegnato da 23 autori di fumetti.
Dal blog Lula's Walls.

Un mese e mezzo di aggiornamenti per il nuovo LoSpazioBianco.it


Comunicato stampa

Un mese e mezzo di aggiornamenti per il nuovo LoSpazioBianco.it

Rilanciato il 1 luglio con un sito completamente rinnovato, su cui capeggia la testata disegnata da Squaz, LoSpazioBianco.it ha ripreso dopo qualche settimana di pausa forzata i suoi aggiornamenti, ancora più costanti e vari.

Hanno preso il via due nuovi spazi editoriali, SCRIVERE DI FUMETTO (http://www.lospaziobianco.it/?cat=49), dedicato all’analisi del fare critica sul fumetto, partita con un’intervista a Gianni Brunoro e proseguito con un intervento di Marcello Napoli su un proto-fumetto, con piccolo contributo di Daniele Barberi (http://www.lospaziobianco.it/?p=16912), e OLTRE LA CRISI, uno spazio di analisi e sviluppo di possibili idee e scenari per abbandonare l’atmosfera di eterna crisi del fumetto, iniziando a parlare delle potenzialità del fumetto nelle esibizioni dal vivo (http://www.lospaziobianco.it/?p=16735); a ispirare quest’ultimo pezzo, una performance live di Gianluca Costantini a Firenze ampiamente trattata con video, foto, cronaca dell’evento (http://www.lospaziobianco.it/?p=16709) e intervista all’autore (http://www.lospaziobianco.it/?p=16724).

Abbiamo offerto spunti per discutere sul fumetto con gli EDITORIALI su Leo Ortolani e il suo futuro dopo Rat-Man (http://www.lospaziobianco.it/?p=16051) e sulla necessità di superare la crisi del fumetto (http://www.lospaziobianco.it/?p=16689).

Per ricordare Harvey Pekar, capostipite del fumetto autobiografico recentemente scomparso colpevolmente poco conosciuto in Italia, abbiamo presentato un sentito ricordo (http://www.lospaziobianco.it/?p=15417) e l’omaggio illustrato di autori come Giacomo Nanni, Giulia Sagramola, Tuono Pettinato, Maicol & Mirco, Paul Hornschemeier e Koren Shadmi (http://www.lospaziobianco.it/?p=15432).

Abbiamo parlato di iPad, la tavoletta “magica” ideata dalla Apple, sia in una lunga intervista con Carmine Di Giandomenico, disegnatore del primo fumetto Marvel distribuito in contemporanea su iBook (http://www.lospaziobianco.it/?p=14338) , sia con due articoli dedicati al ruolo di questa nuovo canale per il fumetto: un’analisi generale (http://www.lospaziobianco.it/?p=14460) e uno scambio di battute con Barbieri, Gallinari, Ginevra, Lupoi, Naybors, Plazzi e Stefanelli (http://www.lospaziobianco.it/?p=14760).

Tante le INTERVISTE per i nostri lettori, oltre a quelle già citate: con Paolo Cossi abbiamo parlato del suo ultimo volume e della nuova collana di “carnet di vita” (http://www.lospaziobianco.it/?p=15222); Matteo Casali è stato protagonista di un’intervista fiume in cui abbiamo spaziato dalla sua carriera al fumetto tra Italia e USA (http://www.lospaziobianco.it/?p=15710), e di un’altra in coppia con Giuseppe Camuncoli condotta da Valentina Semprini (http://www.lospaziobianco.it/?p=15932); Marco Ficarra ha parlato con noi del suo “Stalag X” (http://www.lospaziobianco.it/?p=16298); abbiamo incontrato poi il talentuoso Matt Kindt, autore di “Super Spy” (http://www.lospaziobianco.it/?p=16466), di cui abbiamo pubblicato anche la recensione (http://www.lospaziobianco.it/?p=16351) di Michele R. Serra; con Giuseppe Manunta e Giulia Bocci si è chiacchierato del premio Giunchiglia 2010 (http://www.lospaziobianco.it/?p=16936); abbiamo infine ospitato Sergio Algozzino per parlare dei suoi “Pioggia d’Aprile” e “Comix Show” (http://www.lospaziobianco.it/?p=16993), quest’ultimo anche recensito (http://www.lospaziobianco.it/?p=16168).

Ancora, spazio agli APPROFONDIMENTI, con l’analisi del ruolo di Paolo Bacilieri sul mensile Napoleone della Bonelli (http://www.lospaziobianco.it/?p=14504), una retrospettiva su Le Bizzarre Avventure di JoJo, il più longevo manga pubblicato in Italia (http://www.lospaziobianco.it/?p=15309), un excursus storico su Jim Steranko (http://www.lospaziobianco.it/?p=16177) a opera dell’ANAFI, un articolo per riscoprire Bacchus di Eddie Campbell (http://www.lospaziobianco.it/?p=16508), e una nuova tappa alla riscoperta di Sandman di Neil Gaiman (http://www.lospaziobianco.it/?p=15038).

Anche se in sordina, abbiamo lanciato lo spazio della POSTA, per rispondere alle vostre curiosità e ai vostri dubbi sul fumetto (http://www.lospaziobianco.it/?cat=48), e abbiamo aperto ai commenti per instaurare un dialogo con lettori e addetti al settore.

Infine, RECENSIONI e BREVISIONI a volontà!
Il Canemucco di Makkox (http://www.lospaziobianco.it/?p=15029)
Il risveglio dello Zelfiro (http://www.lospaziobianco.it/?p=15252)
L’ultimo dei Mohicani (http://www.lospaziobianco.it/?p=15573)
Non mi uccise la morte (http://www.lospaziobianco.it/?p=15821)
Il ciclo di Hellblazer di Denise Mina (http://www.lospaziobianco.it/?p=15947)
El Gaucho di Pratt e Manara (http://www.lospaziobianco.it/?p=15305)
Il piccolo Christian di Blutch (http://www.lospaziobianco.it/?p=16972)
Classici DC: House of Mystery # 1 (http://www.lospaziobianco.it/?p=16287)
L'eredità del colonnello; Dylan Dog Color Fest #4: Humor; Dibbuk; Capitan America #1 (http://www.lospaziobianco.it/?p=14686 )
Black Blizzard; Iron Man e gli oscuri Vendicatori #27; Thor e i nuovi Vendicatori #135; Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (http://www.lospaziobianco.it/?p=15139)
Il Morto #1; Dampyr #124: Nel Covo del Maestro; 299+1; Vicky Acidoacida #1 (http://www.lospaziobianco.it/?p=15908)
Black Summer; Greystorm #10; Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?; Le strade di sabbia (http://www.lospaziobianco.it/?p=16146)
Holmes — libro 1: L’addio a Baker Street; iComics #1; Ultimate Comics: Armor Wars; Devil & Hulk #163 (http://www.lospaziobianco.it/?p=16688)

Tutto questo senza contare il nostro circuito SOCIAL NETWORK: la nostra pagina Facebook (http://www.facebook.com/loSpazioBianco.it), che ha superato in scioltezza i 600 fan, il nostro servizio di flash-news con Twitter (http://twitter.com/lospaziobianco), con centinaia di cinguettii pubblicati, e i nostri canali YouTube (http://www.youtube.com/user/lospaziobianco) e Flickr (http://www.flickr.com/people/lospaziobianco).

Insomma, LoSpazioBianco.it sta dimostrando sempre più di essere proprio “Nel Cuore Del Fumetto”!

Lovecraft Black & White


Lovecraft Black & White è il titolo di un libro curato da Umberto Sisia in collaborazione con Studi Lovecraftiani.

Il volume è una "raccolta di immagini (al 99% inedite, in un paio di casi riedite per l'occasione) che partendo da alcune scene d'impatto dei più significativi racconti di Howard Phillips Lovecraft vogliono illustrarle secondo lo stile e la sensibilità dei diversi artisti coinvolti. Il tutto rigorosamente targato made in Italy e in bianco e nero.
A dire il vero cii siamo permessi alcuni ospiti stranieri nelle parti redazionali, ma il cuore pulsante del volume - vale a dire la gallery - è autenticamente italico al 100%
" [continua nel blog Lovecraft Black & White]

In alto: illustrazione di Davide De Cubellis dal blog Decu-page.

Tutti gli autori:
Tiziano Angri è alle prese con "L'ombra calata dal tempo"
Matteo Bocci si scopre con angoscia "La maschera di Innsmouth"
Roberto Bonadimani partecipa alla spedizione polare della Miskatonic University presso "Le montagne della follia"
Germano Bonazzi, beato lui, si gode un po' di "Aria fredda"
Giancarlo Caracuzzo ha un incontro ravvicinato con "Dagon"
Onofrio Catacchio cerca di interpretare quello che dice "Colui che sussurrava nelle tenebre"
Davide De Cubellis vuole risolvere "Il caso di Charles Dexter Ward"
Pompeo De Vito esplora i meandri e i pertugi sotterranei de "Le montagne della follia"
Andrea Del Campo ha un proficuo incontro con "Herbert West, Rianimatore"
Luca Enoch ode dal proprio studio "La musica di Erich Zann"
Christian Fedele fa naufragio sull'isola di "Dagon"
Cosimo Ferri ha il piacere di conoscere "L'Estraneo"
Dalmazio Frau ama molto "I gatti di Ulthar"
Otto Gabos cerca nella propria tavolozza "Il colore venuto dallo spazio"
Nicola Genzianella percepisce nei propri sogni "Il richiamo di Cthulhu"
Massimo Giacon prova a ritrarre senza brutte conseguenze "Il modello di Pickman"
Alex Horley apprende che cosa sia "L'orrore di Dunwich"
Emilio Laiso scopre in certi documenti "Il richiamo di Cthulhu"
Gianluca Maconi, torcia alla mano, è in cerca de "L'abitatore del buio"
Corrado Mastantuono urla mentre disegna "L'orrore di Dunwich"
Antonio Menin prova a nominare l'"Innominabile"
Menotti fa incantesimi protettivi nel corso de "Il caso di Charles Dexter Ward"
Chiara Negrini mentre disegna è preda di "Hypnos"
Giuseppe Palumbo perso in abissi spazio temporali ha un faccia a faccia con "L'ombra calata dal tempo"
Davide Pascutti visita la fattoria Akeley per apprendere le interessanti cose che ha da dire "Colui che sussurrava nelle tenebre"
Giulia Pellegrini apre la porta e scopre "La cosa sulla soglia"
Michele Penco in piena Landa Folgorata ha il suo bel da fare con "Il colore venuto dallo spazio"
Michele Petrucci contrasta gli abominevoli culti de "Il richiamo di Cthulhu"
Luca Raimondo ha un rapporto non proprio gradevole con "I topi nel muro"
Massimo Rotundo ascolta attentamente i messaggi di "Nyarlathotep"
Scarletgothica cerca di sfuggire a "L'abbraccio di Medusa"
Alessandro Scibilia cerca di suonare sulla chitarra elettrica "La musica di Erich Zann"
Simone Sellecchia non vuole aprire la porta a "La cosa sulla soglia"
Massimo Semerano vaga per le vie caotiche della cittadina de "La maschera di Innsmouth"
Daniele Serra dopo aver esaminato i propri ascendenti si scopre anch'egli "La maschera di Innsmouth"
Luigi Siniscalchi prende in affitto una stanza ne "La casa delle streghe"
Niccolò Storai ha una fifa tremenda perchè c'è "La paura in agguato"
Enzo Troiano ha un rendez vous ravvicinato con "L'abitatore del buio"
Sebastiano Vilella ritrova finalmente "La casa sfuggita"
Andrea Vivaldo non riesce a sfuggire ai brutti sogni ne "La casa delle streghe"
Frederic Volante preferirebbe fare un giro altrove piuttosto che "Nella cripta"

giovedì 12 agosto 2010

Il musical di Spider-Man con colonna sonora di Bono e Edge è pronto


Il musical Spider-Man: Turn Off the Dark con colonna sonora di Bono e Edge degli U2 andrà in scena al Foxwood Theatre di Broadway il 14 novembre 2010 e in seguito sarà replicato a partire dal 21 dicembre.
Con un budget di 50 milioni di dollari l'opera teatrale diretta da Julie Taymor è la più costosa della storia di Broadway. Il musical doveva essere rappresentato lo scorso febbraio ma era stato rinviato per problemi finanziari.
La produzione ha anche avuto problemi di casting. Assieme a Reeve Carney, l'attore che interpreterà Spider-Man e Peter Parker, non reciteranno Alan Cumming, che doveva vestire i panni di Goblin, e Evan Rachel Wood nella parte di Mary Jane Watson, bensì Patrick Page e Jennifer Damiano.

Foto in basso: il laboratorio di Norman Osborne.

Alice Dark, nuovo mensile di Editoriale Aurea


A Lucca Comics and Games 2010 la casa editrice Editoriale Aurea presenterà il numero 0 della nuova serie Alice Dark di Lorenzo Bartoli e Andrea Domestici. Si tratta di una collana mensile di 128 pagine a colori che uscirà in edicola nella primavera del 2011.
Per il momento non è stata fatta nessuna anticipazione sulla trama del fumetto. Nel blog dedicato a Alice Dark è presente una galleria di vignette.

La prima collaborazione fra Bartoli e Domestici risale al 1993, quando il due autori crearono il mensile Arthur King. Di recente hanno ricominciato a lavorare assieme pubblicando alcuni liberi su Lanciostory e la serie Wow su Skorpio. Editoriale Aurea ha stata annunciata l'uscita di Wow su iPhone e iPad; probabilmente anche Alice Dark sarà pubblicato in questo formato.

In alto: particolare della copertina di Alice Dark n. 0.

mercoledì 11 agosto 2010

Vertigo pubblica un fumetto di Hellblazer sulle sparatorie nelle scuole


Nel 1999 Warren Ellis e Phil Jimenez realizzarono un fumetto di Hellblazer che affrontava il tema delle sparatorie nelle scuole. Poco prima che il fumetto andasse in stampa due studenti armati di pistole e fucili compirono un massacro nella scuola superiore Columbine. I media si interessarono molto al problema della violenza nelle scuole e così l'argomento diventò delicato, perché un fumetto nel quale questo tema era affrontato in modo controverso rischiava il linciaggio da parte di quotidiani e televisioni.
La dirigenza della DC Comics chiese a Warren Ellis di modificare il soggetto ma l'autore rifiutò e smise di scrivere la serie. Il fumetto di John Constantine intitolato Shoot è rimasto nel cassetto fino a quest'anno, quando la casa editrice ha deciso di pubblicare alcuni fumetti che in passato erano stati bocciati per via dell'eccessiva violenza o dei temi troppo scottanti.

Quanto vendono i fumetti in Italia? L'esperienza di Edizioni Arcadia


Mario Taccolini è editore di Edizioni Arcadia e proprietario della fumetteria Arcadia oltre le Nuvole di Bergamo.
In un messaggio pubblicato nel forum Kinart ha parlato della sua esperienza di editore:
In questo lungo post renderò pubblici alcuni dati sulle Edizioni Arcadia, perché mi pare sia questa la richiesta. La casa editrice nasce nel 2007: eravamo sicuri che, realizzando buoni prodotti di autori italiani, e pagandoli abbastanza bene, avremmo trovato lo spazio per proporre bei fumetti a un prezzo popolare. Inizialmente pagavamo 50 euro a tavola per i disegni, 15 per la sceneggiatura e 200 per la copertina: compensi non da favola, ma che ci sembravano (e mi sembrano tuttora) equi. Stampavamo 2000 copie di ognuna delle nostre pubblicazioni, convinti di poter arrivare al punto di pareggio (1200 copie) nell'arco di un anno, massimo due.
Il progetto iniziale, come ho già scritto da qualche parte, può dichiararsi un completo fallimento.
A Lucca 2007 ci siamo presentati con cinque fumetti: l'albo speciale per i dieci anni di Jonathan Steele, 4 Volti della Paura (di Luigi Siniscalchi), Self Service (di Ferrandino, Brindisi, Walter Venturi, Peppe Liotti e Nardo Conforti, con copertina inedita di Brindisi), Giada n. 1 (di Rosenzweig, Matteo Cremona e Federico Sfascia, con cover di Enea Riboldi) e Maisha n. 1 (di Matteuzzi, Fortunato, Da Sacco e Ambu, copertina di Marco Turini). Nella nostra prima fiera siamo stati pesantemente penalizzati dalla collocazione del nostro stand e dalla qualità penosa della grafica dei nostri albi: purtroppo avevamo deciso di fare fumetti "professionali" sotto ogni punto di vista, ma amatoriali in un settore fondamentale. Abbiamo invitato al nostro stand (a nostre spese: pagando, cioè, viaggio, albergo e vitto, oltre al pass) una decina di autori. Risultato, a fronte di un investimento di oltre 30.000 euro: una debacle pazzesca.
Ma, fino a lì, non era un dramma: ci sta che la prima uscita non sia esattamente un successone.

Poi sono arrivati i primi dati degli ordini, e non c'è stato niente da ridere. Ma eravamo convinti delle nostre idee e siamo andati avanti, abbassando i pagamenti (40 a tavola per i disegni, 10 per le sceneggiature, a parte il caso di GIADA, perché gli autori, viste le scarse vendite, decisero di voler comunque investire sul prodotto e ci proposero di prendere 35 euro a tavola per i disegni e di realizzare gratuitamente la sceneggiatura), varando altri progetti e arruolando nuovi autori. A Lucca 2008 abbiamo presentato anche tre albi stampati in digitale, per i quali abbiamo corrisposto un euro agli autori per ogni copia venduta: "Olos", "Jam & Erys" e "Generazione Goldrake". Tutti e tre i volumi sono stati stampati in 300 copie e sono andati esauriti, ma non ci sono stati nuovi ordini e quindi non abbiamo ritenuto di effettuarne delle ristampe.

Poi... nonostante la qualità dei nostri albi sia nettamente migliorata, la situazione del mercato è peggiorata. Ovviamente, ammetto le mie colpe: in particolare, non sono riuscito a "pubblicizzare" abbastanza gli albi, usciti tra l'indifferenza quasi generale della critica e dei forum.
Nel frattempo, molto per colpa della casa editrice, ma anche per fatti miei non piacevoli che non mi va di raccontare in giro, ho rischiato concretamente il fallimento dell'attività. Non ho ritoccato i compensi, ma sono in arretrato con alcuni pagamenti.
Ma tornando al discorso pagamenti: faccio l'esempio più "vicino" temporalmente, Ford Ravenstock 2.
Il primo Ravenstock è stato stampato da Panini Comics, dopo aver vinto il primo Lucca Project Contest, e mi si dice abbia venduto tremila copie (dato che trovo assolutamente credibile). Del secondo (il primo stampato da Edizioni Arcadia) abbiamo venduto poco meno di ottocento copie: ovvio che la visibilità di Panini e quella delle Edizioni Arcadia non sono nemmeno lontanamente paragonabili, e che i due anni trascorsi dal primo al secondo episodio hanno inciso anch'essi negativamente.
A febbraio 2010, due anni dopo l'uscita del nostro primo Ravenstock, abbiamo stampato anche il secondo. Compensi: 40 euro a pagina per i disegni, 20 per i colori, 10 per la sceneggiatura e 200 per la copertina. Visti i volumi di vendita del primo, e visto il periodo poco felice, ho preferito stamparne solo 800 copie (del primo ne avevamo stampate 2000). Costi: poco più di 3500 euro per il lavoro degli autori, circa 1500 per la stampa e 100 per il lettering e l'impaginazione. Se fate un pò di conti... vendendo TUTTE le copie stampate, al prezzo di copertina (e, quindi, senza contare il 50% che devo dare ai distributori), e calcolando che almeno una trentina di copie vanno in omaggi vari, riuscirei ad andare in pareggio. Più realisticamente, prevedo (se tutto andrà bene) di perdere circa duemila euro.
Al momento attuale i distributori mi hanno fatto ordini per 178 copie (178 x 6,5 / 2 = 578,50 euro) quindi, se vendessi tutte le restanti copie a prezzo pieno diciamo... in un anno, incasserei circa 4500 euro (600 euro di perdita). Nel frattempo dovrò pagare la tipografia (che ha ricevuto solo un acconto) e gli autori (Armando ha ricevuto un acconto, Susanna invece nemmeno quello. E, comunque, sono in ritardo già adesso). Coloristi e grafico, invece, li ho già pagati.
Per inciso: le prenotazioni di Ravenstock sono circa la metà di quelle di Loaded Bible, ma non sono così negative (sperando nei riordini che, di solito, ci sono): Giada e Maisha, per esempio, ci vengono ordinate in meno di 100 copie a numero.
Perché l'ho stampato, allora? Perché Ravenstock è un personaggio che mi piace moltissimo, perché ho enorme stima dei due autori ma, soprattutto, perché non mi piace lasciare le cose a metà. Se a Susanna ed Armando andrà bene, non avrò alcun problema a stampare anche il prossimo (e conclusivo) episodio.



Quindi: secondo la mia personale esperienza, non vale la pena investire del denaro nella produzione di fumetti italiani, perlomeno per noi micro editori. Perché, per poter pagare decentemente gli autori, si dovrebbero stampare almeno 3000 copie di un fumetto, certi di venderne più di duemila... ipotesi, al momento attuale, molto distante dalla realtà.
Il dramma è se confrontiamo questi dati con quelli riguardanti gli albi tradotti, che costano meno della metà e vendono molto di più (eggià... quella degli "italiani esterofili" non è una leggenda urbana).
Faccio presente che Star Comics, negli ultimi tre anni, ha abbassato del 50% i compensi per gli autori dei propri periodici da edicola... quindi, probabilmente, produrre fumetti italiani è proibitivo anche per case editrici consolidate e con un proprio pubblico di riferimento da quasi vent'anni. E che Dylan e Tex, che vent'anni fa vendevano 500.000 copie, hanno più che dimezzato i propri lettori.
E vedo un futuro allarmante, in cui i giovani autori lavoreranno sottopagati con la sola speranza di fare il "grande salto", entrando in Bonelli o in Marvel (e... fondamentalmente, basta), e senza la possibilità di diventare nuovi Gipi, o Ausonia (per citare due che hanno fatto un percorso originale e sono comunque riusciti ad imporsi).

Emma Frost di Bryan Lee O'Malley


Emma Frost di Bryan Lee O'Malley.
Bryan Lee O'Malley è autore della serie Scott Pilgrim dalla quale è tratto il film Scott Pilgrim vs. the World interpretato da Michael Cera e Alison Pill.
Da Robot 6 e Reach, Grasp, Taste

Supergirl by Nastia


JCPenney ha prodotto la linea di abbigliamento Supergirl by Nastia che si ispira a Supergirl e ha come madrina la ginnasta Nastia Liukin.
I capi di abbigliamento sono rivolti a bambine e ragazze dagli 8 ai 12 anni.
Inoltre Supergirl (by Nastia) sponsorizza gare di skateboard, ginnastica e surf.

Nastia Liukin è una ginnasta che ha vinto un oro (nel concorso individuale), tre argenti e un bronzo ai Giochi olimpici di Pechino 2008.
"Anastasia Liukin nasce a Mosca, in Russia, ma subito emigra, in Texas, a Plano con la famiglia. Il padre, Valeri Liukin è medaglia d'oro mondiale ed olimpica nella ginnastica artistica, mentre la madre Anna Kotchneva è stata campionessa mondiale di Ginnastica Ritmica. Vista l'eredità familiare, non stupisce che già a 11 anni Anastasia fosse una delle grandi promesse della ginnastica mondiale." [da Ginnasticartistica]
In tre edizioni dei Campionati del Mondo di ginnastica (Melbourne 2005, Aarhus 2006, Stoccarda 2007) la Lukin ha vinto nove medaglie (4 ori e 5 argenti).

Dopo il Continua c'è una galleria di fotografie.

Neil Gaiman e Eddie Campbell alla Sydney Opera House


Lo scorso fine settimana la suggestiva Sydney Opera House ha ospitato il festival Graphic che ha avuto come ospiti Neil Gaiman, Eddie Campbell, Shaun Tan, Kevin Smith e Gary Groth.

L'evento di maggiore richiamo è stato la lettura da parte di Neil Gaiman del racconto inedito The Truth Is A Cave In The Black Mountains. L'autore inglese ha avuto come accompagnamento la musica suonata dal FourPlay String Quartet e una serie di illustrazioni di Eddie Campbell proiettate su uno schermo. Le illustrazioni sono state commissionate dal festival Graphic appositamente per la lettura alla Sydney Opera House.

Nel sito del Sydney Morning Herald (dal quale ho prelevato le tre foto in basso) c'è una galleria fotografica.

Foto in alto da Insiders Sydney (non è stata scattata durante il festival.)





Sotto: foto panoramica della sala da concerto (non è stata scattata durante l'esibizione di Gaiman). Da Wikipedia.

Le molte brutte parole di Max Bunker... e le minacce di querela


Max Bunker ha attaccato Sergio Bonelli in un editoriale pubblicato su Alan Ford n.493.
"In un “discutibile” intervento sul N° 493 di Alan Ford (tuttora in edicola) Luciano Secchi si è lasciato andare ad una serie di pesanti critiche nei confronti del collega Sergio Bonelli. Se alcune delle sue invettive possono essere in qualche modo ricondotte ad un discorso di concorrenza, altre vanno a ledere profondamente la dignità umana di Bonelli mettendone in ridicolo le vicende familiari e accusandolo di ogni sorta di nefandezza…Il nostro conclude il suo intervento promettendo nuove ed inaudite rivelazioni…" [da Facebook]


In difesa dell'editore di Tex e Dylan Dog è intervenuta Maria Grazia Perini, un tempo collaboratrice di Editoriale Corno, che ha inviato una lettera aperta al forum non ufficiale di Alan Ford:

Le “MOLTE BRUTTE PAROLE” di Max Bunker

Mi è capitato, dopo molto anni, di acquistare l’ultimo numero in edicola di ALAN FORD (n.493)
(curiosità? Un pizzico di nostalgia? O cos’altro? Non so). Ho letto la storia e l’ho trovata a dir poco deludente, soprattutto perché è scomparso il mitico “gruppo TNT” lasciando il posto a due personaggi scialbi e inconcludenti. Ma quel che più mi ha indignato, ma non sorpresa, è l’editoriale di “Chez Max” ( più che la testatina di una rubrica, assomiglia all’insegna di un “club per pochi intimi” ma forse proprio tal è!) dove il “sempervoster” attacca in modo a dir poco ignominioso Sergio Bonelli, una persona che non ha certo bisogno di avvocati difensori per controbattere la volgarità di uno sproloquio simile, ma un Uomo e un Editore la cui signorilità, correttezza, umanità merita il rispetto di tutti, che lo conoscano o meno di persona. E io ho avuto la fortuna di conoscerlo, stimarlo e apprezzarlo nel corso di anni di vera amicizia. Ma vengo al punto.

IL SIGNOR B
Attaccarlo nella sfera dei sentimenti e del privato è cosa umiliante per chi lo fa, rivelandone l’animo gretto e la totale mancanza di sensibilità. Sottolineare che sia ricco, anzi ricchissimo, denuncia sentimenti quali invidia e acredine. Non credo che Max Bunker lascerà ai suoi eredi testate dal valore inestimabile!

IL SIGNOR B ( parte seconda)
Il Signor Luciano Secchi, nel suo ruolo di imprenditore, non conosce evidentemente le regole del mercato. Sergio Bonelli è in grado, con le tirature e soprattutto con le vendite delle sue testate , di tenere i prezzi di copertina a livelli competitivi, nulla togliendo – proprio per le dimensioni della sua azienda – a quei giovani che vorrebbero creare piccole case editrici che, in quanto tali, sarebbero costrette in tutti i casi a una tiratura limitata, ad una diffusione parimenti limitata e a un prezzo di copertina molto alto per poter coprire le spese e guadagnarci qualcosa. Non mi risulta del resto che la MBP abbia prezzi di copertina molto bassi, ma per l’appunto appartiene alla schiera dei piccoli editori…..Forse, se fosse in grado di lanciare sul mercato qualcosa di veramente nuovo (non mi riferisco certamente a prodotti di scarso spessore quali Angel Dark, Kerry Cross e altri dove violenza e volgarità la facevano da padroni), potrebbe fare un balzo in avanti e guadagnare in dignità editoriale. Sentirlo dire “questa è la legge del capitalismo bieco e cieco” mi fa davvero sorridere……



IL SIGNOR B (parte terza e ultima) – finalmente! NdR
Anche qui i messaggi criptici di LS nulla dicono se non il suo irriverente modo di proporsi,soprattutto ai suoi lettori: ma di cosa sta parlando? Le sue illazioni, perché tali sono, denunciano ancora una volta il carattere di una persona che semina maldicenza a titolo gratuito, che tale rimane se non corredata dai fatti. Vedo che non ha perso la sua curiosa forma di scrittura (…ma da snob di prima enunciazione (quella di senza nobiltà)….deve aver dimenticato la frase in latino (sine nobilitate) – forse ha perso il libriccino delle citazioni latine.
La sua promessa di dire tutto, ma proprio tutto su Sergio Bonelli, terrà con il fiato sospeso la massa oceanica dei suoi fans! Vendite alle stelle almeno sino al n. 500!!!!!!!!!

IL DISTURBO ANONIMO
L’antesignano della nuova tecnologia telefonica, povero lui, riceveva telefonate anonime che poi anonime non erano, che lo riempivano di critiche e che “ficcavano il naso” nella sua privacy. Ancora una volta fa intendere chi possa essere stato l’importuno che stava dall’altra parte del filo!
Ma cosa di più ridicolo e, anche se fantascientificamente la cosa fosse vera, che senso ha parlarne adesso? Nel corso della mia vita editoriale ho conosciuto persone che invadevano la privacy dei loro sottoposti seminando cimici e registratori per gli uffici per sentire cosa potessero dire i loro dipendenti, o altre persone che indirizzavano richiami su fogli stampati in rosso (usati per “gravi mancanze professionali”) a dirigenti che venivano catechizzati perché, chiamati dal gran capo, si sedevano davanti alla sua scrivania senza prima chiedere il permesso! Una o più telefonate che esternavano critiche cosa sono davanti a paradossi quali ho appena citato?

LACOMICA FINALE
L’autore deve aver ritrovato il libriccino delle citazioni latine, perché ritorna sull’argomento snob e la sua elucubrazione mi lascia, come credo sia successo a tutti coloro che l’hanno letto, semplicemente allibita. Cosa c’entrano le elezioni? Forse potrebbe trovare qualche quotidiano su cui pubblicare le sue esternazioni (con un buon editor che corregga gli strafalcioni), così potrebbe conquistarsi uno spazio ad hoc. Chissà….forse “Libero”, o “Il Giornale” (suggerimento gratuito).

Lo stacco finale, rivolto chiaramente ai suoi lettori che mancano di sensibilità lamentandosi che il fumetto è “caro”, chiude infelicemente questo brutto, bruttissimo pezzo d’Autore.

E ora LE MOLTI GENTILI PAROLE……

Vorrei fare alcune precisazioni su fatti ed eventi della storia della Editoriale Corno, che ho vissuto in prima persona e che sono stati rammentati da Andrea Corno (anche lui Uomo e Editore di tutto rispetto, di grande signorilità e gentilezza d’animo) in una sua intervista del 1999 rilasciata a Delos in occasione del ritorno sul mercato della Garden Editoriale (la sua nuova casa Editrice ) con “Nuovo Millennio”, un titolo dedicato alla fantascienza. “Ruberò” ad Andrea (e so che da Lassù mi lancerà un sorriso) alcune frasi emblematiche di certe verità.





Prima però voglio puntualizzare un paio di cose. Max Bunker in non so quale numero (il fatto mi è stato segnalato via mail da un lettore più che attento) dice che Cirano, il bracco che faceva parte del gruppo TNT, era il cane di un suo amico e che Squitty, la cavietta, apparteneva ad una ragazzina che una volta fece visita alla Editoriale Corno. A onor del vero, il Cirano era il “mio” bracco italiano (e Luciano Secchi venne a casa mia, in quel di Milano, Via Varanini) a fotografarlo in tutte le pose possibili per poi darle a Magnus perché ne facesse la caricatura. E anche Squitty era la “mia” cavietta, la portò un giorno a casa mio fratello che ai tempi lavorava come biologo, nel laboratorio di ricerca di una grande farmaceutica. L’idea di inserire le due bestiole nel gruppo TNT fu mia e molte delle loro gags erano ispirate a fatti realmente accaduti! Del resto nel n. 80 di Alan Ford, Max Bunker in persona mi intervistò e, tra i vari eventi, citai anche i miei due amici a quattrozampe che nel frattempo erano morti sottolineando il fatto che, rivederli nel fumetto, mi dava una grande gioia. Quella di Max Bunker, a tale proposito, è mancanza di memoria, alterazione della verità o che altro?



Bunker è una persona molto egocentrica, che avoca a sé tutti i successi editoriali della Corno. Per quanto riguarda Alan Ford, riporto quel che ha detto Andrea Corno nell’intervista che ho citato sopra: “L’idea di fondo fu di Magnus…….Ricordo che Magnus veniva da me e mi chiedeva come doveva fare una copertina. Due giorni dopo tornava con tre tavole una più bella delle altre…”. Di fatto, Alan Ford non avrebbe avuto il successo che ha avuto senza il binomio Magnus & Bunker ma devo aggiungere che io correggevo i testi e le sceneggiature di Bunker (mettendoci anche del mio senza ovviamente nulla pretendere, eravamo lui, Magnus e io, i famosi tre amici al bar), Magnus disegnava e a sua volta aggiungeva gags o modificava alcune scene, raggiungendo sempre il top!
Spesso andavamo a cena (soprattutto da “Romani”, zona Sempione) e non si faceva che parlare di Alan Ford, di situazioni, di gags, di battute! Erano tempi molto felici! Poi qualcosa si sfaldò, Alan Ford era osannato soprattutto per i disegni (e come poteva non esserlo?), l’amicizia tra i due si incrinò, Magnus non se ne andò di sua scelta, questo lo posso garantire, Magnus fu “costretto” ad andarsene poiché la sua presenza di vero “co-autore” dava fastidio all’Autore con la A maiuscola.
Voglio “rubare” ancora una volta le parole di Andrea Corno: “Piffarerio, così come Magnus, mi dimostrò con questa e altre esperienze di essere un santo, mi fece capire che gli angeli esistono e sono in mezzo a noi, così come i diavoli!” (grazie, Andrea, per schiacciarmi l’occhiolino da Lassù).





Un’altra precisazione: riguarda l’acquisizione dei Super-Eroi Marvel. Mi dicono che il “voster” disse un tempo, di averli “scoperti” in una edicola a Viareggio e di essere riuscito a prenderne i diritti per l’Italia! I fatti che ricordo io sono gli stessi che Andrea Corno cita nella stessa intervista. La Corno prendeva i diritti inglesi di un albo settimanale intitolato “Guerra d’Eroi” dalla
Transworld, agenzia giornalistica gestita da Franca Lazzaro, della quale divenni molto amica perché era una adorabile Signora, che un giorno si presentò con gli albi originali dell’Uomo Ragno e degli altri Super-Eroi chiedendo se ci potessero interessare. La risposta fu positiva da parte di tutti (Andrea Corno in primis) e così mandammo in onda, anzi in edicola, i Marvel ottenendo un successo strepitoso. Tutto questo per onore di verità e rispetto nei confronti di Chi non c’è più e che non è più in grado di dire la sua.
Una grande lezione di Andrea Corno, e che Luciano Secchi non ha mai imparato, è stata quella che, ancora una volta, riprendo dall’intervista: “Il mio mestiere è, dopotutto, ascoltare nuove valide idee e renderle concrete….l’obiettivo è quello di tenere assieme un gruppo affiatato, dal magazziniere all’editor.”
Che altro dire? Forse che Luciano Secchi alias Max Bunker c’è riuscito? Direi di no, costretto com’è ai suoi monologhi pieni di nonsense e di cattiveria gratuita, costretto com’è a fare ristampe su ristampe (mancanza di contatti con collaboratori, autori etc?) e a sognare di arrivare sino al n. 500 di un patetico Alan Ford & Compagna per poi, magari, approdare alle Hawaii! Buon viaggio, buon viaggio davvero!

Maria Grazia Perini




P.S. Un'ultima cosa: disconosco la maternità dell'editoriale apparso sul n. 77
di Alan Ford in cui si comunicava l'uscita di Magnus dallo staff della testata.
Penso basti confrontare lo stile di scrittura e la sintassi usati da me nei miei articoli su Eureka, nelle varie poste e redazionali, per capire che non è farina del mio sacco.
E, soprattutto, la mia profonda amicizia con Magnus, l'affetto e la stima che mi legava-
no a lui ( e che continuarono in seguito )mi avrebbero impedito di scrivere quel testo. Chi ne fu l'autore? Indovinello facile da risolvere..........



Max Bunker ha reagito minacciando di querelare il forum dedicato a Alan Ford. L'amministratore del forum ha scritto il seguente messaggio:
"Giorno Triste
Ciao a tutti da Getterbop
ho ricevuto da parte dello staff che amministra il portale FFZ di cui fa parte questo forum la comunicazione di una lettera di diffida da parte della MBP in quanto il Signor Luciano Secchi si ritiene offeso nella sua dignità personale quanto scritto dalla Signora Maria Grazia Perini, la quale, dato che le ho concesso democraticamente spazio per le sue considerazioni, ad assumersi le sue responsabiltà.
Ora, a mio modesto avviso, se al Signor Luciano Secchi non va bene quello che scriviamo perchè non viene qui a controbattere con le sue verità invece di minacciare le vie legali?
In questo piccolo forum sono passati vip del calibro di Burattini, Castelli, Tacconella, Perucca, perchè il Signor Secchi non si degna di comparire tra noi?
Ma non si rende conto che qui siamo l'unico forum in rete che pubblicizza in modo critico i suoi fumetti?
E' vero che non sempre siamo teneri con le sue opere, ma, in molti caso abbiamo fatto anche i complimenti.
Sempre nella lettera di diffida il Signor Luciano Secchi afferma di averci dato il permesso a titolo gratuito l'utilizzo di nomi e loghi
relativi ad Alan Ford , permesso che ora ci dice di voler revocare in quanto offeso dal nostro forum.
Ma ciò non è affatto vero, le immagini le ho messe solo per scopo documentativo, al limite il Signor Secchi ci tollerava, ma non ha mai esplicitamente dimostrato simpatia per questo spazio, anzi, lui i forum li ha sempre dichiaratamente detestati.
Come vi sarete accorti negli ultimi tempi, nonostante le mie promesse che non sono riuscito a mantenere, l'attività sul forum si era diradata, Recensioni Eterne in stallo, Getterbop News in ritardo e votazioni tralasciate, ed ora questo brutto tiro , l'entusiasmo mi è passato del tutto.
Naturalmente il forum potrebbe andare avanti senza le poche immagini e il nome stesso di Alan Ford Forum ( e come dovrei chiamarlo di grazia??)che ovviamente è un marchio copyright e trademark di Max Bunker e che qui si usava senza scopo di lucro a titolo informativo.
Ma a che pro?
Parlare di un editore che minaccia querele appena si reputa offeso?
Parlare di un fumetto che è sempre di più alla deriva con storie insipide e ristampe a go-go ?
Parlare delle ottime ristampe della Mondadori con il risultato che nelle recensioni siamo sempre 4 gatti a scrivere?
No, gente, visto che qui il sottoscritto viene adirittura minacciato a pagare eventuali spese processuali
No, io mi sono letteralmente rotto di questo modo di fare, quindi, per questi motivi l'Alan Ford Forum chiude qui.
Vi lascio spazio per vostri eventuali commenti, compresi quelli di Max Bunker se ci concede l'onore di un suo segnale, mi raccomando di non alzare i toni, ok?"

martedì 10 agosto 2010

Un Galactus davvero immenso


James Stokoe ha disegnato un Galactus che dà davvero l'impressione di essere possente e immenso. Il merito va anche alle dimensioni extralarge (1,2 metri quadrati) del foglio sul quale è disegnato.
Da Robot 6

Scott Pilgrim 6 vende subito 100.000 copie


Il sesto e ultimo volume della serie Scott Pilgrim di Bryan Lee O’Malley ha venduto 100.000 copie (l'intera prima tiratura) a distanza di pochi giorni dall'uscita nelle librerie americane. La casa editrice Oni Press ha stampato immediatamente altre 50.000 copie.
C'è molto interesse attorno a questa serie perché il 13 agosto uscirà il film Scott Pilgrim vs. the World interpretato da Michael Cera e Alison Pill.
Nel mese di luglio i sei volumi di Scott Pilgrimm sono antrati nella top ten di Bookscan e questa settimana occupano i primi sei posti della classifica settimanale del New York Times.

Il Canemucco abbandona l'edicola


A partire dal terzo numero la rivista Il Canemucco edita da Coniglio Editore non sarà più distribuita in edicola. L'editore ha preso questa decisione perché le copie vendute dai primi due numeri (4.000) sono state troppo basse rispetto a quelle stampate (25.000).
Il terzo numero della rivista, che sarà venduta esclusivamente in fumetteria e per abbonamento, uscirà all'inizio di settembre. L'albo è in ritardo perché Makkox, autore principale del Canemucco, ha voluto scrivere e disegnare tutte le cento pagine anziché destinare un terzo della rivista ai fumetti e ai racconti di altri autori.

Made in iPad: Davide De Cubellis


Davide De Cubellis ha fatto il suo primo esperimento di disegno con le dita su iPad.

De Cubellis è il nuovo copertinista di John Doe.

Da Made in iPad e Asso Merrill.

lunedì 9 agosto 2010

Doraemon raccomanda agli ubriaconi di non collassare nella metropolitana di Tokyo


Dal 1976 al 1982 nella metropolitana di Tokyo sono stati affissi dei cartelloni pubblicitari con protagonisti personaggi dei fumetti come Doraemon, Superman e Astro Boy e persone reali come Marilyn Monroe, Napoleone Bonaparte, Adolf Hitler e John Wayne.
I messaggi pubblicitari davano consigli ai passeggeri (in alto Doraemon ricorda di non dimenticare l'ombrello sul treno) oppure invitavano i passeggeri a comportarsi in maniera educata (in basso Doraemon chiede ai passeggeri che hanno bevuto durante le feste natalizie di non addormentarsi nei vagoni della metropolitana).
Nel sito Pink Tentacle ci sono altre pubblicità.

GP Publishing pubblica Sailor Moon


"Il manga di Sailor Moon, come vi avevamo prontamente anticipato qualche settimana fa con pochi dubbi, sarà nuovamente pubblicato in Italia grazie a GP Publishing che ha annunciato, attraverso un comunicato stampa, l’acquisizione della serie di Naoko Takeuchi. L’Italia sarà il primo Paese europeo a riproporre le guerriere Sailor in versione cartacea.
Per l’occasione la casa editrice modenese ha confermato due versioni manga: una per tutte le
" [continua su MangaForever]

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