venerdì 16 luglio 2010

Il mistero del cruciverba


Terzo paragrafo dell'articolo dedicato a The Mystery Play di Grant Morrison e Jon J Muth.
Clicca qua per leggere i primi due paragrafi.

3. La metafora del cruciverba
I ragionamenti dialettici costituiscono l’ossatura di The Mystery Play. Morrison infatti ha fondato la storia su alcuni discorsi dialettici espressi sotto forma di metafore. Il modo migliore per interpretare il fumetto è accantonare momentaneamente l’incipit e incominciare l’analisi dalla scena del cruciverba.
Si può facilmente concepire il principio proprio di un determinato insieme. La coerenza a determinati assiomi, ad esempio, caratterizza tutte le operazioni aritmetiche e permette che si distingua la loro consistenza da quella di altre espressioni linguistiche; la coerenza è, certo, in ogni operazione e peraltro non si identifica con una singola operazione, né con un gruppo determinato di esse, né con la loro totalità. In altre parole la coerenza ad assiomi non si presenta esaurita quando si effettua una sola operazione aritmetica, né, per manifestarsi, abbisogna che si svolgano tutte le operazioni possibili: la coerenza allora può dirsi il principio delle operazioni aritmetiche. Gli esempi ovviamente potrebbero moltiplicarsi. Si può facilmente prendere atto che appartiene alla struttura del sapere il concepire realtà che rispondono alla realtà sopra prodotta e che perciò vanno dette principi. Bisogna ulteriormente riconoscere che, in genere, i principi che compaiono nel linguaggio costituiscono principi particolari: giacché ciascuno di essi è principio di una serie di fenomeni, anche indefiniti nel numero, che rappresentano tuttavia soltanto una parte delle cose esistenti.” (1)





Il cruciverba ha un proprio principio che consiste nel risolvere le definizioni grazie a un linguaggio e a una cultura condivise fra autore e solutore. Solo una soluzione è corretta, a fronte di miliardi di possibilità di compilare il cruciverba.
Nella scena descritta da Morrison e Muth il detective Carpenter riempie le caselle di un cruciverba con lettere scelte a caso e prive di legame con le definizioni. L’uomo si comporta in questo modo perché non è interessato al principio particolare del cruciverba (la cultura condivisa fra autore e solutore che fa emergere quell’unico ordine particolare fra miliardi di soluzioni errate), bensì a un principio più generale. Il detective Carpenter si allontana dall’ordine voluto dall’autore del cruciverba ma il risultato che ottiene non è il caos.
Il cruciverba compilato in modo casuale contiene un ordine che consiste nell’assenza di alcun tipo di legame fra le singole lettere scritte nella griglia. L’assenza di un ordine apparente è essa stessa quel qualcosa che tutte le lettere hanno in comune. Il non avere nulla in comune è una cosa che, in qualunque tipo di insieme, in questo caso il cruciverba, accomuna.
Si può quindi dire, dialetticamente, che esiste un principio universale che tiene tutte le cose in uno. Non si può negare che questo principio esista, perché, dicendo che tutte le cose non hanno nulla in comune, si ottiene una cosa in comune: il non avere nulla in comune.
The Mystery Play è una riflessione sull’uno nel molteplice.

[Clicca qua per leggere la terza parte dell'articolo]

NOTA
Francesco Cavalla, La verità dimenticata. Attualità dei presocratici dopo la secolarizzazione, CEDAM, Padova, 1996, pag. 17.

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